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· I prodotti del territorio: "Mostarda cremonese" ·

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Mostarda cremonese

SCHEDA TECNICA

La Mostarda Cremonese è una specialità tipica del territorio, che si produce tradizionalmente fra la fine dell’estate e l’autunno. La Mostarda Cremonese altro non è che una preparazione a base di frutta mista candita, lasciata intera o tagliata in pezzi piuttosto grandi. I frutti utilizzati sono quelli di stagione e facilmente reperibili nel territorio cremonese: zucca, anguria bianca, fichi, mele, pere ma anche ciliegie e scorza d’arancia.

La frutta dopo essere stata candita, viene immersa in uno sciroppo di glucosio insaporito con della senape. Ed è proprio la presenza di quest’ultima a conferire il contrasto per dare vita ai “due sapori” tipici della Mostarda Cremonese: il dolce della frutta e il piccante della senape. Insieme creano quel gusto unico che caratterizza la Mostarda Cremonese.

In epoca più antica si utilizzava, per la preparazione della Mostarda Cremonese, il mosto prodotto dalla vendemmia autunnale al posto dello sciroppo. Ma con l’avvento della tecnologia moderna le cose sono un po’ cambiate: la frutta già candita viene immersa in una soluzione di sciroppo aromatizzato con olio essenziale di senape e oltre alla frutta tipica di stagione si utilizzano anche albicocche, pesche, mandarini, cedro, ananas e prugne.

RIFERIMENTI STORICI

Le origini della Mostarda Cremonese hanno radici molto antiche, e sono da ricercarsi negli antichi monasteri del Cremonese dove i monaci confezionavano una salsa speciale per conservare la frutta. Durante l’inverno i monasteri rimanevano isolati per periodi piuttosto lunghi, spesso senza contatti col mondo esterno. Di conseguenza la Mostarda Cremonese diventava un alimento indispensabile per accompagnare quasi ogni pietanza ed alimento. In seguito, essendo un prodotto facile da conservare e per lunghi periodi, ebbe un notevole successo presso le cucine medievali e rinascimentali di tutta Europa.

Il nome della Mostarda Cremonese deriva dalla preparazione dello sciroppo che serviva a conservarla a base di mosto d’uva (mustum ardens) che, cotto e concentrato, veniva consumato allo stato naturale o con piccole quantità di senape.

Oggi la Mostarda Cremonese è principalmente un prodotto industriale ma, specialmente durante il periodo Natalizio, è facile da trovare anche fresca, basta cercarla nei negozietti tipici di gastronomia locale.

ABBINAMENTI

La Mostarda Cremonese si abbina alla perfezione alle carni, soprattutto pollame e cacciagione, conferendo un gusto agrodolce tipico dell’epoca rinascimentale. La diffusione industriale della Mostarda Cremonese si deve ad Enea Sperlari, che ne inizia la produzione nel 1836.

Gli abbinamenti gastronomici più riusciti sono quelli della Mostarda Cremonese con le carni, tra cui il Gran Bollito Cremonese, con i salumi, tra cui cotechino e prosciutto cotto e con i formaggi, sia freschi sia stagionati.

ZONA DI PRODUZIONE

Come suggerisce il suo nome la Mostarda Cremonese è una preparazione tipica del territorio cremonese. Tuttavia la sua fama l’ha portata ad essere un prodotto molto diffuso in tutta l’Italia settentrionale. La Mostarda Cremonese è diventato oggi un prodotto principalmente industriale.

In collaborazione con: Strada del Gusto Cremonese nella terra di Stradivari.

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