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Un’escursione fuori porta: I Tredici Ponti e il Santuario di Ariadello

Con la bella stagione arriva anche l’occasione per salire in bici e fare una bella escursione. Se vi trovate nella provincia cremonese, potete fare una gita alla località Tredici Ponti

Luoghi da scoprire: i Tredici Ponti e le Tombe Morte

A pochi chilometri dal centro abitato di Genivolta, dove c’è una bella sede municipale ottocentesca, potete scoprire un singolare intreccio di vie d’acqua rappresentato dalla località Tombe Morte. Uscendo dal paese di Genivolta, infatti, proseguendo in direzione Soresina, poco prima di una casa cantoniera passerete sopra un fascio di tredici canali, come il Naviglio Civico, il Naviglio Pallavicino e altre undici rogge di importanza minore, da cui il nome di Tredici Ponti. Tra un canale e l’altro inizia una strada sterrata che in meno di due chilometri conduce alle Tombe Morte, ma non vi fate spaventare dal nome: nulla di lugubre vi attende! Grazie a numerosi lavori di ingegneria idraulica, come chiuse, navazze, salti d’acqua e scolmatori, iniziati alla fine dell’Ottocento e stratificati nel secolo successivo, si incrociano in questo luogo oltre ai navigli citati prima, anche molte altre rogge. Qui inoltre termina la sua corsa anche il canale Vacchelli.

Un ecomuseo che racconta la storia del luogo

Le Tombe Morte sono un vero e proprio ecomuseo: un grande pannello spiega l’evoluzione di questo insieme di mirabili opere di ingegneria idraulica, dai tempi del Medioevo comunale fino ad oggi. Inoltre il luogo è davvero interessante anche dal punto di vista naturalistico ed escursionistico. Per visitarlo e goderne fino in fondo la bellezza, è meglio arrivare percorrendo una delle due piste ciclabili della provincia cremonese, che proprio qui si incrociano: quella che segue il canale Vacchelli e quella delle Città Murate, che collega Soncino a Pizzighettone.

Un’altra tappa lungo il percorso: il santuario di Ariadello

Poco oltre i Tredici Ponti, proseguite lungo la strada per Soresina e a poco più di 2 chilometri prima di arrivare al centro abitato, imboccate la deviazione per il Santuario di Ariadello. Vi troverete completamente immersi nella campagna, in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Il Santuario venne fatto erigere nella seconda metà del Seicento per volere dei feudatari di Soresina, i Barbò. Anche qui, come per Izano, si ricorda un miracolo fatto dalla Vergine Maria proprio nel luogo dove avvenne il fatto prodigioso. I Barbò, infatti, ordinano la costruzione del Santuario per ricordare la guarigione della loro figliola: la piccola sordomuta acquistò l’uso della parola dopo aver deposto dei fiori di campo sotto l’immagine della Madonna, dipinta su un muro di un rustico diroccato. Presso il Santuario l’effigie miracolosa è ancora oggi venerata dagli abitanti di Soresina e a testimonianza di ciò ci sono i numerosi ex voto, che sono anche un’interessante documentazione di religiosità e arte popolare. La chiesa, affiancata da un portichetto molto singolare, è una tappa immancabile specialmente in concomitanza con la festa che si celebra la seconda domenica di maggio in onore di Maria. Un’occasione da non perdere per una gita fuori porta per ammirare questi luoghi unici e particolari, tutti nella provincia cremonese.

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