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Sulle orme del passato: lo scavo archeologico a Palazzo Pignano

La storia riesce a fare breccia dove non te lo aspetti. E’ quello che succede quando arrivi a Palazzo Pignano, piccolo paese che dista circa 12 chilometri da Crema e 35 da Milano, al centro della campagna cremasca e della pianura padana e lì scopri un’area archeologica tardo romana di rilevante importanza storica e artistica oltre che culturale.E’ davvero un sito archeologico suggestivo che ti dà la sensazione di entrare in contatto con il passato, scoprire come vivevano gli antichi romani e visitare una chiesa costruita mille anni fa sopra un’altra chiesa ancora più antica risalente al V secolo d.C.  Potrai inoltrarti tra i resti del villaggio altomedioevale del VI e VII secolo d.C. e visitare l’area della villa romana tardo antica, seguendo le tracce degli archeologi e degli studiosi che ancora oggi scavano e studiano il sito, che è stato dichiarato di “pubblico interesse” dal Ministero dei Beni Culturali. Dal 2000 l’area archeologica è stata aperta al pubblico, le sue strutture sono periodicamente restaurate e nel 2001 è stato creato l’Antiquarium, il centro espositivo legato agli scavi archeologici.

La Pieve di San Martino: arte antica da vedere

Parte del sito sorge sotto la chiesa di San Martino, che oggi ha quasi 1000 anni di vita ed è stata più volte danneggiata, modificata, ristrutturata, decorata e restaurata.  E’ stata costruita alla fine dell ‘XI secolo ed è  chiamata Pieve per il fatto che già 100 anni prima della sua costruzione ne esisteva un’altra più antica che era chiamata “pieve”. Il territorio della pieve di Palazzo Pignano comprendeva parecchi paesi limitrofi. Veniva anche chiamata “collegiata” perché vi abitavano almeno quindici sacerdoti che vivevano e pregavano insieme. Palazzo Pignano è stato un luogo importantissimo per tutto il Medioevo. Solo nel 1450, infatti, quando Crema venne dichiarata città dalla Repubblica di Venezia, il parroco di Palazzo Pignano, che era anche il vicario del Vescovo di Piacenza, chiese di essere trasferito con i suoi sacerdoti nella città di Crema. Palazzo Pignano perse quindi la sua importanza e nel 1580 si staccò definitivamente dalla Diocesi di Piacenza per far parte della nuova Diocesi di Crema. Ancora  oggi, comunque, la Pieve di Palazzo Pignano viene considerata Chiesa Madre della Diocesi di Crema:  ogni nuovo Vescovo, prima d’insediarsi in città,  compie la prima visita a questa antica chiesa in segno di riconoscimento per le importanti vicende ed origini che ne hanno segnato la storia.

La tarda latinità a pochi passi dalla città

La scoperta del sito archeologico risale indietro nel tempo: nel 1600 gli storici di Crema già parlavano di questo luogo, ma solo nel 1874 in seguito alla sostituzione del pavimento della navata centrale della chiesa di San Martino  venne rinvenuto un pavimento sottostante che doveva essere la base per una precedente costruzione. Le attività di scavo sono iniziate sistematicamente da cinquant’anni. Il primo scavo archeologico fu fatto all’interno della chiesa parrocchiale tra il 1963 ed il 1967 e togliendo il pavimento apparvero i resti di una chiesa più antica, costruita nel V secolo d.C, chiamata dagli scopritori “la Rotonda” per la sua forma, molto particolare e singolare per l’epoca, riscontrabile in edifici religiosi eretti in Oriente e a Gerusalemme. Dalla scoperta di questa costruzione tardo romana, iniziarono ovviamente domande a cascata su che cosa fosse e se ci fossero altri reperti nella zona e così si decise di estendere gli scavi. Nel 1969 finito lo scavo all’interno della chiesa, gli archeologi ne iniziarono un altro nei campi intorno e scoprirono così un’enorme villa romana. Tra il 1969 ed il 1999, in circa trent’anni di scavi, le scoperte sono state numerose e rilevanti: è stata infatti portata alla luce una buona parte degli edifici antichi, tra i quali un battistero, tutti circostanti e relativi ad una villa di aristocratici romani. Questa grande villa non è stata ancora indagata completamente: per ora sono state scavate la parte più vicina alla chiesa (verso ovest) ed una più lontana (verso est). Quella ad ovest è formata da numerose stanze dalle forme originali (cerchi, semicerchi, esagoni ecc.) poste intorno ad un giardino ottagonale circondato dal peristilio. La villa era evidentemente di una ricca famiglia romana: era decorata con pavimenti con mosaici colorati, pareti dipinte con vari colori ed era dotata di  riscaldamento ad aria calda e vetri alle finestre, mentre il grande giardino ottagonale era probabilmente abbellito con statue in marmo, alcune databili all’età imperiale. I proprietari della villa di Palazzo Pignano erano dunque figure importanti nel mondo tardo latino, considerando anche che la città di Milano tra III e IV secolo dopo Cristo era diventata capitale dell’Impero Romano. Questa lussuosa villa era quindi utilizzata dai suoi proprietari come luogo di residenza poco fuori città. Ora anche a noi tocca fare un salto fuori città e vedere come vivevano nel passato: un sito assolutamente da vedere sia da adulti, che in in una gita scolastica.

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