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· Abbiamo qualcosa da raccontarvi: "Domenica in campagna per rinascere con la natura" ·
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Domenica in campagna per rinascere con la natura

Nel territorio della provincia cremonese ci sono tante strade nascoste, che cambiano seguendo le stagioni e l’ora del giorno: sono le strade tra i campi, quelle dove ti puoi fermare e in una domenica all’aperto puoi ritrovare a piedi o in bici il dolce ritmo cadenzato del tempo rurale, scorgendo talvolta lepri e fagiani che veloci percorrono i nostri stessi sentieri.

Alla riscoperta della vita agreste

In primavera le campagne si risvegliano, dopo il “letargo” invernale, e rinascono a nuova vita. Chi venisse in aprile per trascorrere una giornata immerso nella tranquillità agreste, scoprirebbe come il ritorno della bella stagione coincida con il ritorno al lavoro nei campi. Vedrebbe gli agricoltori sui loro trattori, mentre scandiscono le loro giornate preparando la terra alla semina.
Non appena il sole scalderà a sufficienza i campi che hanno sopportato i rigori e il gelo dell’inverno appena lasciato alle spalle, ecco che si può procedere alla semina, mentre nei prati incomincia a verdeggiare il fieno, ricco nutrimento per le mandrie.
Il momento della semina è carico di promesse e di speranze: la stagione agricola e orticola incominciata cosa porterà quest’anno? Tutto dipende dalla natura, quando e quanto pioverà, troppo poco o troppo tanto; la grandine è foriera di danni, ma anche il sole ardente può essere infausto. Nonostante la tecnologia ed i macchinari abbiano facilitato i lavori nei campi rendendoli meno pesanti, l’agricoltura vive ancora in simultanea con la tradizione antica, con la sua sensibilità che permette di vedere non solo la terra, ma anche la vita in pace con il trascorrere del tempo.

Riti antichi ed emozioni nuove

Riscoprire la vita agreste nel territorio della provincia cremonese è solo l’inizio di un percorso che ci permetterà di viaggiare nel tempo antico e comprendere come i riti antichi vivano ancora oggi nelle nostre campagne, certamente trasformati e filtrati attraverso le emozioni dell’oggi.

Il clima di attesa e di promessa, che respira chiunque passi una giornata immerso nella campagna tra gli agricoltori impegnati nella semina, è lo stesso che addirittura nell’Antica Grecia veniva celebrato nelle Tesmoforie, le feste in onore di Demetra, la dea della terra. Demetra e sua figlia Persefone rappresentano simbolicamente quel sentimento di rinascita che si vive in primavera nel momento della semina e a narrarcelo è il mito delle due dee che troviamo negli Inni Omerici.

Dovete immaginare una terra che non conosce ancora né estate né inverno e vive immersa in una perenne rigogliosa primavera. In questa situazione idilliaca la bella Persefone, un giorno, sta raccogliendo dei fiori e sotto di lei si spalanca e Ade, dio dei Morti, la rapisce. Demetra cerca la figlia rapita in lungo e in largo, spinta dal dolore e dall’ira. Per tutto il tempo della scomparsa di Persefone, la terra, così strettamente legata a Demetra, risente del suo stato emotivo: i buoi inutilmente tirano l’aratro, a nulla serve gettare chicchi d’orzo in terra. Nulla germoglia, nulla cresce. La vita degli uomini sulla terra è minacciata. Non resta a Demetra null’altro da fare che scendere negli Inferi e riprendersi sua figlia. Tuttavia ormai Persefone ha assaggiato la melagrana, cibo sacro ad Ade, ed è legata all’oltretomba, come in un patto di sangue. Demetra ed Ade decidono quindi che la bella Persefone può trascorrere nove mesi sulla terra, ma negli altri tre deve tornare ad essere sposa del re degli Inferi. Così sulla terra inizia il susseguirsi delle stagioni.

Il ritorno sulla terra di Persefone è l’allegoria del ritorno dei germogli, delle messi e dei fiori in primavera, dopo il lungo inverno, in cui possiamo immaginare la giovane fanciulla sottoterra che attende di portare presto nuova energia nel mondo dei vivi, nuova gioia riabbracciando la fertile madre Demetra. La vita riprende a primavera, anzi anche se non si vede, come Persefone nell’Ade, continua ad esserci, per quanto l’inverno possa essere freddo e tenace.

Dai miti di ieri alla Pasqua di oggi

Può davvero risvegliare nuovi sentimenti e nuove emozioni trascorrere la Pasqua immersi nelle campagne della provincia cremonese. Potreste riscoprire il senso profondo di ciò che significa la rinascita, sentire nell’aria la speranza della vita che si rinnova nonostante tutto e, mentre un airone vola via, cogliere in un istante il senso del nostro tempo.

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